Gioco d’azzardo illegale in liguria

Si deve per forza rendersi conto, e purtroppo è un dato di fatto tangibile, che i provvedimenti presi in Liguria -particolarmente a Genova- avverso il mondo del gioco d’azzardo non hanno indubbiamente sortito gli esiti desiderati dall’Amministrazione: aver allontanato dal territorio il mondo-gioco lecito, aver messo il “bastone tra le ruote” delle sale da gioco per le aperture che avrebbero dovuto seguire quel “capolavoro del distanziometro”, aver voluto eliminare il “divertimento terrestre” ha portato i giocatori, inevitabilmente, verso il gioco online illecito. I “famigerati punto.com” stanno facendo affari d’oro e non attendevano altro che lo Stato non si sbrigasse ad emettere la tanto declamata “regolarizzazione del gioco lecito” per raccogliere i proventi… lasciati per strada dai concessionari legali e dalle altre attività così “demonizzate e bersagliate” da una marea di benpensati che a forza di limitare e proibire… stanno raccogliendo i “cocci” dei giocatori.

Tanti, tantissimi si sono rivolti per giocare all’online, che ha poca possibilità di controllo, e che offre -oltretutto- maggiore scelta, iniziative e proposte… e possibilità “ventilate” di vincite assolutamente raggiungibili. Ecco, quindi, che lo scopo di allontanare i giocatori dal gioco certamente non si è raggiunto, anzi, forse si incorrerà in più disagi ed in più Gap anche meno controllabile e rintracciabile se non per “propria volontà” del diretto “consumatore”. Ancora oggi il gioco online legale in Italia copre un comparto molto limitato -ed anche poco controllato- mentre i siti esteri e quelli illegali facilmente raggiungibili hanno fatturati da capogiro: ecco il vero risultato delle nostre battaglie “interne” contro il gioco. Complimenti vivissimi.

Il gioco d’azzardo online nella comunità europea

Si parla tanto, troppo spesso di gioco d’azzardo online, vengono organizzati eventi, tavoli di lavoro, scambi professionali ma quando si arriva a voler concretizzare qualche cosa, i vari Stati membri dell’Unione… proprio uniti non sono! É veramente un peccato che si sia sempre evitato il tema della standardizzazione del mercato del gaming online all’interno dell’Unione Europea: questo rende difficile muoversi in modo univoco e certamente non è positivo economicamente e strategicamente. La possibilità di internazionalizzazione delle imprese è veramente molto limitata e le imprese che vogliono “espandersi e lavorare” all’estero incontrano difficoltà a sviluppare il proprio busines all’estero: alcuni operatori italiani, purtroppo, lo hanno constatato “sulla propria pelle” tentando l’accesso al mercato francese dei giochi… dovendolo abbandonare trovando ostacoli sul proprio percorso oltre a costi insostenibili per il momento commerciale attuale.

La mancata trattazione nell’Unione Europea di questa materia denota proprio una “carenza di volontà” di voler standardizzare i sistemi di gioco in modo da renderli accessibili e giocabili ovunque e da chiunque. Gli Stati membri “nicchiano” e solo Malta sarebbe l’unica disponibile a muoversi verso la standardizzazione o “armonizzazione” dei sistemi. Una strategia per arrivare ad uno scopo “utile” potrebbe magari iniziare con pochi Stati -visto che tutti non è possibile accordarli- magari con Malta, Spagna, Francia ed Italia, stabilire alcuni “pezzi standardizzati” e poi riportare i risultati anche agli Stati “recalcitranti” in modo che possano successivamente essere adottati da tutto l’insieme “europeo”. Non sarà un’impresa semplice e scorrevole, ma se si vuole credere nel gioco online e nel suo futuro -e nello stesso tempo tutelare i giocatori -si pensa che questa sia la strada giusta da percorre… certo un poco più di collaborazione “europea”non guasterebbe!

Come legalizzare il gioco d’azzardo

Un punto di vista “meramente” economico e concreto è senza dubbio quello che il Governo sta esprimendo in questi giorni nei confronti del mondo del gioco d’azzardo: la legalizzazione dell’illegalità. Ciò è veramente un assurdo in relazione a tutte le premesse che si sono “sprecate” ultimamente: Legge Delega, Legge di Stabilità, accordi, ristrutturazioni, revisione del settore. Tante belle parole e tante “belle note” sulla tastiera del futuro del mondo-gioco lecito… poi arriva questa “nota stonata” dell’intendimento di dare la regolarità a quelle attività che regolari e lecite non sono, a tutti coloro che hanno “lavorato” senza autorizzazione dello Stato. Quest’ultima “pensata” farà diventare “legale” quasi tutto il sommerso: gli operatori “da sempre onesti”… stanno a guardare non senza un po’ di rammarico, ovviamente.

Certamente, questa “nota stonata” suscita tristezza ed amarezza anche se il mondo-gioco legale vede per il momento scongiurato l’aumento delle imposte sui giochi ,ma vede anche vanificato tutto il “lavoro lecito”svolto e vede il sorgere “alla luce” di una concorrenza “illecita” diventata come per incanto, “vera legale concorrenza”. Tutti i “sacrifici” per “restare a galla” sembrano così vanificati e così pure i “mancati introiti” che la vecchia “rete illecita” ha sottratto al legale… e che certamente non torneranno più. L’unica nota “intonata” è che forse, finalmente, il Governo si è reso conto del problema della “rete parallela” stimata di dimensioni addirittura duplici rispetto a quella legale ed ha purtroppo anche preso coscienza di non essere in grado di sconfiggerla: da qui l’idea di “tollerarla”. E’ stridente tutto questo… per tutti.

Norme e regolamenti per i casinò francesi

Contrariamente a quanto succede nel nostro ordinamento per quanto concerne il mondo del gioco d’azzardo, in Francia l’attività dei casinò è regolata da norme ben precise e dettagliate: i comuni autorizzati all’apertura di una casa da gioco devono essere in località balneari, turistiche o termali. Questa norma risale al 1907 e verrà poi aggiornata e modificata nel 1959 e, successivamente, nel 2007 con l’introduzione, sempre precisa e dettagliata, di norme più consone all’evolversi continuo ed innovativo del settore ed all’inserimento di nuovi giochi. Tutti i Casinò hanno l’obbligo di seguire procedure che devono essere rispettate ancora prima di “nascere” ed oltre alle regole in materia di sicurezza e di igiene -dato che ovviamente si tratta di un esercizio aperto al pubblico- dovranno rispettare alcune norme fondamentali: dovranno avere tre distinti settori uno per il gioco, uno per la ristorazione e l’altro per lo spettacolo.

Tutti gli impiegati e gli addetti dei casinò francesi, fatta eccezione per il settore amministrativo, devono avere una speciale autorizzazione chiamata “agrément” rilasciata direttamente dal Ministero degli Interni. Piace anche segnalare che un italiano, Giuseppe Testi, originario di Pescara è il direttore di Sala del Seven Casinò di Amnèville les Thermes, nelle vicinanze di Metz in Lorena. Ha lavorato nel settore dei casinò francesi nel 1996 come croupier ed, attualmente, si occupa della gestione della sala, sia reparto slot che giochi tradizionali e si è anche occupato della formazione dei croupier sia in Francia che in Italia: per noi una “piccola” grande soddisfazione visto che siamo sopratutto esterofili…