La conferenza unificata italiana sul gioco d’azzardo

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Onestamente, secondo il parere di chi scrive, c’è veramente ancora tanto da fare per arrivare ad un accordo che possa portare qualcosa di positivo relativamente alla ristrutturazione del mondo del gioco d’azzardo e del mondo dei casino migliori in italia. Sono in corso confronti con le Regioni e gli Enti locali per “appianare” i vari “spuntoni” che nascono tra le esigenze ed i “privilegi” già acquisiti e che… non si vogliono abbandonare, né dimenticare. Questo è un discorso pragmatico che però lascia uno spiraglio evidentemente nella mente di colui che sembrerebbe avere a cuore il riordino del gioco lecito, Pier Paolo Baretta, che si dichiara positivo all’esito della Conferenza Unificata e che tutti gli incontri ed i discorsi che sono attualmente in atto, per arrivare ad un obbiettivo comune, porteranno ad una soluzione soddisfacente che appiani le vecchie diatribe tra Stato ed Enti Locali che si trascinano da tanto tempo e che, sopratutto, hanno creato… tanti guai.

Il 5 maggio prossimo, quindi, sarà la data fatidica e tutti hanno lo sguardo “puntato” sui due problemi più importanti: quello dei distanziometri e quello degli orari di accensione degli apparecchi da intrattenimento, problemi difficilissimi da affrontare ed anche da risolvere. In quella data, in ogni caso, bisognerà che tra gli attori del palcoscenico del gioco trovino, di comune accordo, le caratteristiche dei punti di raccolta del gioco pubblico previsti dalla Legge di Stabilità 2016.

Prima di quella data, vi sono stati scambi di documentazione ed elenchi di possibili soluzioni attuabili per migliorare i siti legali di casino. L’Anci ha chiesto ai Comuni solo i poteri in materia di urbanistica per la trasformazione e la destinazione d’uso dei locali adibiti a sale da gioco e di raccolta di scommesse mantenendo il “distanziometro dai luoghi sensibili a 500 metri”. Inoltre, è stato richiesto sempre da Anci, di formare un fondo “da quantificare in misura percentuale rispetto alle entrate erariali derivanti dal gettito assicurato dagli apparecchi Awp e Vlt, da destinare sempre ai Comuni per fini “di pubblica utilità”.

In occasione della Conferenza Unificata, ognuno “porterà l’acqua al proprio mulino” sperando che la coscienza di tutti di esprima, però, nell’interesse comune e che tutti facciano “qualche passo indietro” in modo da poter perseguire l’obbiettivo della ristrutturazione che doverebbe essere di interesse comune per rendere il mondo del gioco sostenibile per tutti.

Tanto per essere precisi, il sottosegretario all’Economia, ha sempre esternato il suo punto di vista asserendo, in varie occasioni, che la situazione del gioco e dei casino con bonus sicuri “è forse sfuggita di mano allo Stato” e che, quindi, bisognerebbe lavorare per una distribuzione più congrua al nostro territorio, ai nostri cittadini ed ai nostri tempi, senza però privarsi del sistema concessorio che è uno strumento a cui lo Stato non vuole rinunciare. Che dire, tutti forse sembrano essere coscienti che l’occasione della Conferenza Unificata è una data storica che può sancire l’inizio di una nuova “era” per il mondo del gioco pubblico e questa occasione deve essere sfruttata appieno per sancire definitivamente la “pace” tra Stato, Regioni ed Enti locali ed il quieto vivere comune… anche quello dei giocatori. Obbiettivamente, la situazione che si è creata ultimamente era ed è negativa per tutti e non accontentava più nessuno: faceva solo “gioco” per la rete illegale che da tutte le “scaramucce” a livello “statale” si vedeva accogliere nei propri punti illegali tanti “giocatori leciti” che non sapevano dove, come e quando poter giocare con i loro giochi preferiti.